{"id":105,"date":"2017-03-02T11:34:00","date_gmt":"2017-03-02T10:34:00","guid":{"rendered":"https:\/\/arcipuglia.it\/brindisi\/?p=105"},"modified":"2021-06-24T11:34:54","modified_gmt":"2021-06-24T09:34:54","slug":"il-fenomeno-migratorio-parte-prima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/arcipuglia.it\/brindisi\/il-fenomeno-migratorio-parte-prima\/","title":{"rendered":"Il fenomeno migratorio (parte prima)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pi\u00f9 di 5mila. \u00c8 il dato drammatico registrato al termine dell\u2019anno 2016. Si tratta dei migranti morti nel tentativo di traversare il Mar Mediterraneo che, lo si dice ormai da tempo, assume sempre pi\u00f9 la forma del pi\u00f9 grande cimitero del mondo. Solo l\u2019anno prima il bilancio fu di 3771, il che evidenzia un incremento tragicamente significativo.<br>Numeri, si parla di numeri. Non rendendosi conto che dietro ogni unit\u00e0 c\u2019\u00e8 un essere umano perito per cercare condizioni accettabili ed una vita dignitosa, opportunit\u00e0 per s\u00e9 e per la sua famiglia dalla quale spesso \u00e8 costretto a dividersi. Uomini, donne e bambini morti affogati, non numeri. E anche se riescono a raggiungere le sponde europee non trovano certo ci\u00f2 che si aspettano, ci\u00f2 che hanno sognato con quella speranza cos\u00ec forte ed intensa che solo la disperazione ti pu\u00f2 portare ad avere. Basterebbe questo: mettersi nei loro panni, guardare il mondo attraverso i loro occhi per capire ci\u00f2 che hanno dovuto sopportare, toccare la loro sofferenza, immedesimarsi nella voglia di riscatto dalle ingiustizie subite; comprendere cosa vuol dire oltrepassare il crinale e giungere all\u2019estrema decisione di mettere a rischio la propria vita e quella dei propri cari pur di fuggire. \u201cPartendo sarei potuto morire, ne sono consapevole. Ma rimanendo sarei morto sicuramente\u201d, l\u2019ammissione di coloro che ce la fanno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I numeri servono per\u00f2 a comprendere meglio il fenomeno, conoscerne la portata, dare gli strumenti per discernere tra ci\u00f2 che \u00e8 vero e ci\u00f2 che non lo \u00e8, tra quello che \u00e8 esperienza reale, vita vera, e ci\u00f2 che viene strumentalmente raccontato per alimentare un clima di intolleranza divenuto oramai insopportabile. Solo una settimana fa, Matteo Salvini inneggiava alla \u2018pulizia di massa\u2019. Un termine che fa rabbrividire, che ricorda i tempi pi\u00f9 oscuri della storia europea. Un\u2019epoca che si pensa lontana, superata, che si crede non possa pi\u00f9 tornare, anche se i campanelli d\u2019allarme sono tanti: da Trump in America ad Orb\u00e1n in Ungheria, da Le Pen in Francia a Nuttall nel Regno Unito. Abbiamo il dovere storico di vigilare, di arginare e respingere i rigurgiti xenofobi e fascisti che provano ad attecchire l\u00ec dove c\u2019\u00e8 il disagio, alimentandosi della rabbia. Abbiamo il dovere di organizzare la diserzione della guerra tra poveri, di unire ci\u00f2 che il capitalismo ha diviso, di \u2018Restare umani\u2019, per ricordare una cara espressione di Vittorio Arrigoni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><strong>Quale invasione?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>Secondo l\u2019agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), sono arrivati via mare in Europa oltre 1,8 milioni di migranti tra il 2008 e settembre del 2016. Anche se queste persone fossero ancora tutte in Europa (e sappiamo che non \u00e8 cos\u00ec), rappresenterebbero solamente lo 0,36% della popolazione europea. In<br>particolare, in Italia, i migranti arrivati nel medesimo periodo sono stati 625.734; nulla a confronto dei 61 milioni della popolazione nazionale.<br>Dei 59,5 milioni di profughi registrati dall\u2019UNHCR alla fine del 2014, solo 1,5 milioni sono stati accolti in Europa, una frazione piccolissima rispetto al totale. Basti pensare che Turchia e Libano insieme ne accolgono il doppio.<br>Sempre grazie alle stime dell\u2019UNHCR, scopriamo che tra i primi otto Paesi con pi\u00f9 profughi procapite non ce n\u2019\u00e8 neanche uno europeo. L\u2019Italia accoglie circa un profugo ogni mille, molto al di sotto di Paesi come la Svezia, che ne accoglie quasi 15 ogni mille, o la Germania e la Francia che ne accolgono pi\u00f9 di 3 ogni mille. Senza contare che, in Medio Oriente, il Libano accoglie circa 1,1 milioni di profughi (un quarto della popolazione del Paese) e la Giordania 664mila profughi (cio\u00e8 90 ogni mille abitanti).<br>\u2018Aiutiamoli a casa loro!\u2019 tuonano talvolta taluni. Probabilmente non sanno che nel 2011 il Governo italiano (sostenuto proprio dall\u2019asse Popolo della Libert\u00e0 &#8211; Lega Nord) ha operato un taglio del 45% ai fondi destinati alla cooperazione e allo sviluppo, stanziando effettivamente 179 milioni di euro, la cifra pi\u00f9 bassa degli ultimi 20 anni. L\u2019Italia destina a questo ambito lo 0,2% del PIL collocandosi agli ultimi posti per stanziamenti tra i Paesi occidentali; ci\u00f2 denota chiare scelte politiche. Non dimenticando del resto che \u2018casa loro\u2019 spesso \u00e8 stata rasa al suolo da una bomba prodotta dagli stessi Paesi occidentali.<br>Ma da dove provengono migranti e rifugiati che arrivano in Italia? Secondo l\u2019UNHCR i Paesi pi\u00f9 rappresentati negli sbarchi avvenuti nel 2016 sono la Nigeria (21%) e l\u2019Eritrea (12%). Si pu\u00f2 perci\u00f2 affermare che il flusso di migranti in fuga dalla Siria si sia arrestato; ma non \u00e8 di certo cessato quello di chi fugge da conflitti o gravi violazioni dei diritti umani.<br>Le incursioni del gruppo terroristico Boko Haram sono le principali responsabili dell\u2019emigrazione dalla Nigeria, un Paese in cui solo nel 2015 sono state registrate quasi 11mila morti violente. L\u2019intero territorio nazionale \u00e8 caratterizzato da un clima di violenze diffuse ed indiscriminate a causa dei conflitti armati.<br>L\u2019Eritrea \u00e8 dominata da un ventennio dalla dittatura di Isaias Afewerki; oltre alla mancanza di libert\u00e0 civili e politiche, tra le cause della fuga c\u2019\u00e8 il servizio militare obbligatorio sia per gli uomini che per le donne, dai 17 anni e di durata potenzialmente illimitata.<br>La maggior parte dei flussi migratori diretti in Italia ha quindi origine nel continente africano ed \u00e8 spinta da evidenti fattori di instabilit\u00e0 politica e sociale. Ad ulteriore conferma che, ad oggi, non si \u00e8 aperta nessuna nuova rotta dal Medio Oriente verso l\u2019Italia, c\u2019\u00e8 la provenienza delle imbarcazioni: nel 2016 ben l\u201982% dei migranti \u00e8 partito dalla Libia.<br>La maggior parte degli stranieri in Italia sono cristiani oppure atei, solo in piccola parte professano l\u2019Islam.<br>Nel 1993 i musulmani in Italia erano circa 318mila su un totale di circa un milione di stranieri, dunque meno di un terzo della comunit\u00e0 immigrata. Nonostante le trasformazioni geopolitiche ed i cambiamenti nella composizione dei flussi, da allora la situazione non \u00e8 cambiata molto. Nella redistribuzione complessiva delle credenze religiose in Italia, non \u00e8 cresciuta quella musulmana.<br>Basta leggere i dati demografici italiani per scoprire che, mentre la popolazione straniera \u00e8 passata dall\u20191,7% all\u20198,2% nel 2014, i musulmani sono passati dallo 0,5% al 2,6% della popolazione. Ci\u00f2 vuol dire che la loro crescita \u00e8 proporzionale a quella totale degli stranieri in Italia. L\u2019anno scorso, tra i migranti nel nostro Paese, il 32,9% era musulmano a fronte di un 53,9% di cristiani.<br>Negli ultimi venti anni il fenomeno migratorio ha subito un incremento in tutto il mondo. La presenza di stranieri in Italia \u00e8 aumentata, la delinquenza no. La percezione distorta che si ha del fenomeno deriva probabilmente dal fatto che si considerano tra i reati degli stranieri quelli degli irregolari che all\u201987% sono accusati di reato di clandestinit\u00e0, reato introdotto nel 2009, che consiste semplicemente nell\u2019aver messo piede sul suolo italiano. Altro elemento di distorsione della percezione generale \u00e8 la modalit\u00e0 con cui i media d\u2019informazione generalista (e non) riportano le notizie. Se giornali e telegiornali specificano la nazionalit\u00e0 di chi commette un reato solo nel caso in cui non sia italiana, a lungo andare, anche in maniera inconsapevole, si introietter\u00e0 la falsa verit\u00e0 che gli stranieri delinquono. Basti pensare all\u2019intolleranza violenta ed indiscriminata che si scatena ogni qual volta un migrante compia un reato. Ma i migranti nei fatti delinquono meno degli italiani: i dati dicono che negli ultimi 10 anni le denunce contro gli italiani, a fronte di una diminuzione della popolazione, sono aumentate del 28%; nello stesso periodo, a fronte di una popolazione immigrata pi\u00f9 che raddoppiata, le denunce sono invece calate del 6%.<br>Un altro quesito che pu\u00f2 facilitare la comprensione della portata del fenomeno migratorio \u00e8: quanti sono invece gli italiani all\u2019estero? Sono pi\u00f9 dei migranti che arrivano in Italia. Nel 2015, per la prima volta dopo molti anni, la stima degli italiani espatriati ha superato quella degli stranieri registrati all\u2019anagrafe italiana; nel 2014 le due cifre si equivalevano.<br>Secondo il Dossier statistico immigrazione 2016, gli stranieri residenti in Italia sono 5.026.153, l\u20198% della popolazione. Dall\u2019altra parte, nel 2015 gli italiani migrati all\u2019estero ha toccato quota 5,2 milioni, per un saldo negativo di circa 200mila.<br>Non c\u2019\u00e8 alcuna invasione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><em>Luca Ruggiero &#8211; ARCI Brindisi<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pi\u00f9 di 5mila. \u00c8 il dato drammatico registrato al termine dell\u2019anno 2016. 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